martedì 15 maggio 2018

"La storia di Lisey" di Stephen King - Un piccolo tesoro ignorato?


Qualche giorno fa ho letto un post su un gruppo Facebook dedicato al Re, che parlava di un libro sottovalutato, dimenticato o addirittura ritenuto bruttino da tanti lettori. Quando ho letto il titolo mi e` venuto un colpo al cuore perche` si parlava di La storia di Lisey, romanzo pubblicato dal Re nel 2006. Ci sono rimasta un po` male ed e` per questo che mi e` venuta voglia di parlarne. Ma prima vi lascio la trama.

Per 25 anni Lisey e` stata sposata al celebre Scott Landon. Un lungo, stupendo matrimonio con lui - un uomo meraviglioso ma complicato, con una tara nel sangue – e con l'universo di lui, una dimensione proibita ai normali, piena di cose fantastiche ed esaltanti ma anche letali.
Pero` ora Scott e` morto e la vita di Lisey e` uguale a quella di tante altre. Non siamo a Boo'ya Moon, ma nel Maine, dove lei affronta il triste compito di svuotare lo studio del marito. Un gesto innocente ma che puo` scatenare le reazioni inconsulte di certi fan. Inoltre, Lisey si rende conto che una porta e` stata lasciata aperta su quell'altro mondo e ora la cosa che terrorizzava Scott sta cercando lei.”



Dicevo che questo non e` uno tra i romanzi piu` famosi di King, non se ne parla tanto e spesso non se ne parla bene. La prima volta che lo lessi, un anno dopo l'uscita, non mi era piaciuto molto; non l'avevo capito. Non capivo se alcune cose descritte fossero reali o una sorta di metafora e trovavo le parti in cui Lisey ricorda episodi della vita con Scott noiose. Poi, come a volte succede, ho riletto questo libro dopo 10 anni esatti, con una mente diversa, con alcune esperienze ormai vissute e non solo l'ho capito ma l'ho amato. Ho amato Lisey e la sua storia con Scott.
Qualcuno dice che per apprezzare davvero questo libro bisogna essere innamorati o esserlo stati prima o poi e forse e` vero.

Lisey non e` una Wonder Woman. La celebrita` della famiglia, il genio, e` il marito. Lei lo accompagna, lo accudisce e, cosa che il grande pubblico ignora, lo sostiene nei momenti di crisi. Una crisi veramente pesante, orribile e violenta che Scott si trascina dietro da tutta la vita, come una maledizione di famiglia e che ha portato alla morte del padre e del fratello in un modo davvero inquietante. Lisey ci racconta tutto, ci spiega come lei e` stata sempre dietro le quinte, la donna che nelle foto viene ignorata o al massimo nominata come “amica del grande Landon”; talmente dietro le quinte che la gente non sapeva neanche che fosse la moglie. Eppure e` fondamentale per la sanita` mentale e l'equilibrio di Scott.
In tutto questo credo che ci sia davvero tanto di autobiografico da parte di King. Il marito scrittore di successo ma dalla vita sregolata, che alla fine senza la moglie (donna con gli attributi) alle spalle si sarebbe gia perso per strada da tempo. Per tutto il tempo in cui l'ho letto ho avuto come l'impressione che King stesse parlando di se e di Tabitha (senza Boo'ya Moon ovviamente).

E` una storia profonda, un amore bello e distruttivo, ma mai smielato o mi sarebbe venuta l'orticaria a leggere e non e` successo :D. Lisey e` una delle pochissime protagoniste donne dell'universo King che mi ha conquistata.
E se volete la parte soprannaturale, Boo'ya Moon soddisfera` il vostro desiderio perche` l'infanzia di Scott e` veramente da incubo!

Forse non sono riuscita a spiegare fino in fondo la vera bellezza di questo romanzo. Ma dategli una possibilita`. Tenete a mente quello che ho scritto, preparatevi psicologicamente se necessario, ma leggetelo! Piu` Lisey per tutti!!


lunedì 14 maggio 2018

"Il profumo" di Patrick Suskind - Cosa ne penso?


“Jean-Baptiste Grenouille nasce nel quartiere piu` mefitico della Parigi del '700, il Cimitero degli Innocenti. Orfano, brutto, incapace di provare emozioni, ha una caratteristica inquietante: non emana alcun odore ma allo stesso tempo e` dotato di un olfatto talmente sensibile da essere unico al mondo. Crescendo, il “profumo” diventera` la sua ossessione, la sua unica ragione di vita e il suo sogno sara`creare il profumo perfetto e con quello dominare il cuore degli uomini. Per realizzare questo sogno Grenouille sara` letteralmente capace di qualunque cosa.”



Questo e` uno di quei libri amati oppure odiati dal pubblico. Non ho mai sentito delle vie di mezzo. Personalmente, quando lo lessi tanti anni fa rimasi folgorata! Purtroppo era una copia prestata e ho aspettato anni prima di comprarmi la mia copia personale. Nel rileggerlo, pero` non ho provato lo stesso innamoramento; ho notato che alcune cose o non le avevo capite o avevo un ricordo molto distorto. Insomma, questa volta mi ha coinvolta un po` meno ma questo non vuol dire comunque che mi non mi sia piaciuto! Ma andiamo con ordine.

Prima di tutto lo stile di Suskind e`, indipendentemente dalla storia, magnifico. Si ha l'impressione di leggere per tutto il tempo una favola. E` una favola su un serial killer, ok, ma raccontato con uno stile ironico, caricaturale e sognante che fa volare le pagine.
Quando dico caricaturale parlo soprattutto dei personaggi che ruotano attorno a Grenouille attraverso le varie fasi della sua vita. Jean-Baptiste sara` anche nato probabilmente un pochino asociale ma per tutta la sua vita, fin dai primi minuti, non ha trovato una sola persona che abbia mostrato un briciolo di affetto nei suoi confronti. Persino la sua stessa madre lo lascia buttato per terra in mezzo agli scarti di pesce subito dopo averlo partorito. Tutti gli altri o lo allontanano diffidenti oppure, non appena scoprono la sua capacita` tentano in tutti i modi di sfruttarlo. Nessuno si affeziona a lui o ne prova compassione. Ma allo stesso tempo Suskind non li dipinge mai come persone malvage. Le esagera, tira fuori la loro “stronzaggine” (passatemi il termine) in maniera molto ironica, prendendoli in giro e rendendoli ridicoli ai nostri occhi. Non ci indigniamo perche` Grenouille e` il primo che si accorge di questi trattamenti ma, essendo cosi particolare non presta attenzione alla cosa, non gli interessa minimamente.
La cosa migliore e` il destino a cui poi vanno incontro tali personaggi nel momento in cui Grenouille esce dalle loro vite; chi subito, chi con il tempo, paga il suo comportamento nei confronti di Grenouille. Il loro destino e` tragicomico, quasi grottesco, ma alla fine il lettore puo` solo pensare “Ben fatto!”. Aaaah il karma :D

Una cosa che io ricordavo in maniera totalmente errata era proprio Grenouille stesso. Il mio ricordo era quello di un ragazzo fondamentalmente buono, schivo e che combina quello che combina solo per trovare un po` di affetto, per essere accettato. Niente di piu` sbagliato! Grenouille e` a tutti gli effetti un antieroe. E` il serial killer per eccellenza. A un certo punto Jean Baptiste stesso pensa di se:”Io sono malvagio”. In realta` lui non e` davvero una persona malvagia. Chi e` malvagio trae piacere nell'infliggere cattiverie e sofferenze agli altri esseri viventi. Grenouille invece non lo fa per quello. E` il classico sociopatico, lui e` al di sopra delle altre creature verso le quali prova disprezzo o indifferenza, verso le quali lui si sente superiore. Di provocare sofferenze solo per il proprio piacere quindi non gliene importa nulla. Lui ha uno scopo, per arrivarci uccide, ma e` solo un effetto collaterale. Questo ovviamente non vuole neanche dire che sia buono! Grenouille e` un'omicida, e` egoista e pieno di se, tanto da arrivare a pensare di dominare gli altri uomini, di diventare un Dio. E ci potrebbe riuscire benissimo grazie al suo “potere”.

Il profumo e` un romanzo davvero particolare che non si puo` includere in un solo genere. Imperdibili le parti in cui Suskind si concentra sul profumo in quanto tale. Particolare davvero. Per questo e` un libro che non puo` mancare nelle librerie. Puo` piacere davvero a tutti, proprio perche` non appartiene a un unico genere. Voto 4/5!!



venerdì 11 maggio 2018

"Shining" di Stephen King - Cosa ne penso?



   “Jack Torrance e` uno scrittore in declino che ha appena perso il suo lavoro come insegnante, ma da lui dipendono anche sua moglie Wendy e suo figlio Danny. Accetta percio` come ultima spiaggia, un impiego come guardiano invernale di un famoso hotel di lusso, l'Overlook Hotel, situato sulle impervie montagne del Colorado. Purtroppo, quello che sembra un normale albergo, e` sede di un Male oscuro, che si risvegliera` con l'arrivo della famiglia Torrance e in particolare di Danny, bambino dotato di poteri psichici, l'Aura. Davanti ai suoi occhi iniziano infatti a manifestarsi tutti gli orrori avvenuti in passato in quell'albergo, mentre il padre Jack subisce piano piano una malefica influenza che lo portera` alla pazzia.”


Questa e` una delle pochissime volte in cui sto avendo un po` di difficolta` a scrivere un commento, quasi non so cosa dire. E non perche` non ci sia niente da dire o perche` il libro sia brutto; tutto il contrario! Mi e` piaciuto talmente tanto, ne sono rimasta talmente tanto affascinata che l'unica cosa che mi viene da dire e` :”Figata, leggetelo!”.

Ovviamente non si puo` finire un commento in questo modo, nella vita bisogna argomentare le proprie affermazioni, quindi, iniziamo!

La maggior parte delle persone conosce Shining grazie al celebre film di Stanley Kubrick, in cui Jack Torrance e` interpretato da un magistrale Jack Nicholson. Per me, almeno era proprio cosi. Avevo visto il film due volte ma non avevo mai letto il libro. Speravo quindi che con la lettura mi sarebbero state chiare alcune cose che nel film non avevo capito molto. E devo dire che e` stato cosi e anzi, posso capire anche per quale motivo Stephen King dice addirittura di odiare questa trasposizione. Io non la odio, mi piace sempre ma a questo punto mi unisco al coro di chi dice “e` meglio il libro”.

Stephen King, infatti, fa un ottimo lavoro di caratterizzazione dei personaggi (cosa che Kubrick tralascia allegramente). Le disavventure (o meglio gli orrori) dell'Overlook Hotel iniziano quando siamo ormai a meta` del libro. Tutte le pagine precedenti sono una introduzione e una presentazione dei tre protagonisti. Ma e` una introduzione utile, interessante e mai noiosa, neanche una volta! Quello che mi piace di King e` che i suoi protagonisti, in generale, non sono mai perfetti, non sono mai eroi. Sono persone normali, con problemi normali; magari il lettore non ha passato le vicissitudini del protagonista (anzi, spero di no), ma puo` comunque capire il suo stato d'animo, sentirsi vicino in qualche modo. E la famiglia Torrance non e` da meno. Problemi di alcolismo, violenza e abusi purtroppo sono frequenti e anche se non li abbiamo vissuti in prima persona ne sentiamo costantemente parlare. Questi sono i problemi e i fardelli che i Torrance portano con se all'Overlook Hotel.
Ma il piccolo Danny ha un'altra caratteristica. Danny “irradia luce”; lo “Shining” del titolo o l'Aura, come la chiama il cuoco dell'albergo Hallorann non e` altro che una forte capacita` telepatica . Danny legge nel pensiero, vede le cose successe nel passato ma ha anche visioni del futuro. Essendo pero` un bambino piccolo, tali visioni sono espresse sottoforma di Tony, un ragazzino che solo Danny riesce a vedere, una sorta di amico immaginario che gli fa vedere cose belle ma che lo mette in guardia dall'Overlook Hotel, facendogli comparire davanti agli occhi una scritta misteriosa, Redrum. All'Overlook c'e` il Redrum e percio` Danny deve stare lontano da quel posto.

Purtroppo Danny ha solo 5 anni e non puo` evitare l'hotel, deve seguire i genitori. Una volta arrivati l'Hotel, che ha un'anima propria, si accorge subito del nuovo arrivato e da quel momento fa di tutto per appropriarsene arrivandoci pero` in maniera subdola: l'hotel avverte anche l'estrema fragilita` del padre, Jack e soprattutto il suo punto debole, l'alcool. Piano piano, assistiamo al lavaggio del cervello che l'entita` dell'hotel fa su Jack e pagina dopo pagina assistiamo alla trasformazione piu` inquietante che abbia mai letto; da uomo normale a pazzo violento. Jack impazzisce completamente e a quel punto Danny e Wendy sono in balia dell'hotel e del suo strumento, Jack.

Danny, come tutti i bambini e i ragazzini protagonisti dei libri di King e` fantastico. Mai completamente bambini, sono sempre piu` intelligenti e svegli degli adulti. Sono pero` rimasta piacevolmente sorpresa da Wendy. Nel film, Wendy Torrance e` rappresentata come un'ameba priva di qualsiasi personalita` e spesso devo dire che le donne (soprattutto le madri) dei libri di King sono un tantino fastidiose e insopportabili. Wendy invece mi e` piaciuta perche` affronta un vero e proprio percorso che la porta a crescere e a tirare fuori gli attributi. Questa donna, infatti, ha passato tutta la vita a subire passivamente prima le angherie della madre e poi quelle del marito. Quando c'e` un problema Wendy lo affronta dormendo e aspettando che qualcun'altro lo risolva per lei. Ma nel momento in cui si ritrova sola, in un albergo isolato, in balia di un hotel demoniaco e un marito assassino e` costretta a svegliarsi per salvare la vita di suo figlio. E per fortuna lo fa! Brava Wendy!

Anche pensandoci non riesco a trovare difetti in questo romanzo, non c'e` niente che non mi sia piaciuto. E` sicuramente entrato nella top 5 dei miei preferiti e consiglio assolutamente la lettura di questo romanzo!! Voto 5/5 ovviamente :)






giovedì 3 maggio 2018

"Viaggio al centro della Terra" di Jules Verne - Cosa ne penso?


“Il professor Otto Lidenbrock e` un famoso geologo tedesco che scopre in un vecchio libro un misterioso messaggio in caratteri runici. Grazie all'aiuto del nipote Axel riesce a decifrarlo e scopre trattarsi di appunti che spiegano come raggiungere il centro della Terra attraverso il vulcano Sneffels, in Islanda. L'autore di queste indicazioni e` Arne Saknussem, un alchimista islandese che nel XVI secolo avrebbe compiuto l'impresa.
Il professor Lidenbrock riesce cosi` a convincere Axel a seguirlo nell'incredibile impresa, con l'aiuto della fedele guida Hans. Grazie al suo aiuto riescono a raggiungere lo Sneffels e a calarsi nel suo cratere. Da quel momento ha inizio una grande avventura piena di pericoli e di meraviglie.”



Viaggio al centro della Terra e` un libro di avventura per ragazzi, considerato uno dei capostipiti della fantascienza, pubblicato da Jules Verne nel 1864. Oggi pero` lo possiamo tranquillamente considerare non solo un libro per ragazzi ma anche per adulti. Un classico della letteratura a tutti gli effetti. E come tale era un'altra delle lacune che io, da lettrice, avevo. Esattamente come per I viaggi di Gulliver, mi sono detta che nonostante non sia un libro che normalmente sceglierei, era una lacuna imperdonabile e dovevo recuperare. Speravo solo di non imbattermi in un altra sfortunata lettura come quella appena citata. Perche` non ho esattamente un bel ricordo di Gulliver!

Posso dire che per fortuna con Viaggio al centro della Terra e` andata molto meglio. Sotto la scia della mia lettura precedente ero ancora nel mood delle scoperte scientifiche e delle esplorazioni, quindi, nonostante so benissimo che in questo caso si tratta di un romanzo di fantasia, ero davvero ben disposta. Questo secondo me ha fatto la differenza, perche` se l'avessi letto in un altro momento mi sarebbe piaciuto molto meno. Questo romanzo, infatti, e` molto interessante in quanto Verne ci parla in maniera dettagliata della storia dell'evoluzione della Terra e di tutte le teorie scientifiche in voga nell'800. E` stato quindi interessante scorire cosa pensavano della Terra 200 anni fa. Pero` in alcuni punti Verne diventa taaanto scrupoloso. Inoltre non dobbiamo dimenticarci che due dei tre protagonisti sono geologi, per cui si parlera` tantissimo di geologia, minerali, rocce con nomi impronunciabili… ci vuole un po` di pazienza, insomma.

Se pero` volete da subito il lato avventuroso del libro e volete scoprire quali meraviglie si celano sotto i nostri piedi, allora aumentate la pazienza. Per buona parte del libro, infatti, il professor Lidenbrock e nipote sono in viaggio, ma ancora sulla superficie, via mare e via Terra. Ci viene infatti descritto il viaggio che i due intraprendono per raggiungere l'Islanda e una volta arrivati sull'isola, li accompagneremo di casa in casa fino allo Sneffels. Il viaggio verso il centro della Terra comincia infatti a meta` del libro. Di questa meta`, inoltre, un'altra meta` e` impiegata nella discesa, in un viaggio interminabile attraverso caverne e cunicoli piu` o meno claustrofobici e strade sbagliate, che faranno perdere ai nostri protagonisti tempo, pazienza e dove rischieranno la vita.
Le meraviglie a questo punto arriveranno tutte insieme e sono incredibili. Questa parte mi e` piaciuta tanto e ho fantasticato un sacco! Ovviamente adesso sappiamo cosa c'e` sotto la crosta terrestre ma sarebbe stato davvero bello se ci fosse stato davvero cio` che immagina Verne. Bello e iquietante allo stesso tempo!

Un piccolo commento anche sui protagonisti. Dico subito che il piu` simpatico dei tre e` Hans, la silenziosissima guida islandese che in tutto il libro non dice neanche una parola! Alla fine si rivela il piu` intelligente e utile di tutti.
Il professor Lidenbrock e` quanto di piu` antipatico un lettore possa incontrare. Dovrebbe essere il classico scienziato geniale ma un po` eccentrico...in realta` e` un autentico pazzo. E` impulsivo, non ragiona, si butta in questa impresa letteralmente costringendo il riluttante nipote ad accompagnarlo, senza pensare a un minimo di organizzazione. Non usa il cervello e per questo motivo mette costantemente in pericolo di vita tutti e tre, piu` di una volta. E` irascibile, testardo e molto egoista. Insopportabile! Axel ha tutta la mia compassione.

In conclusione, Viaggio al centro della Terra e` un romanzo piacevole e veloce da leggere. Non lo metto tra i miei preferiti, questo si, ma e` uno di quei libri che tutti i lettori dovrebbero leggere. Il mio voto e` 3.5/5.

sabato 28 aprile 2018

"A piedi nudi su Marte" di Adrian Fartade - Cosa ne penso?


Questo libro narra la storia leggendaria di come una piccola, meravigliosa e complicata specie, nata su un puntino di roccia e acqua, intorno a una normalissima stella tra centinaia di miliardi di altre stelle, in una galassia tra centinaia di miliardi di altre galassie nell'universo, abbia alzato lo sguardo oltre l'orizzonte e abbia deciso di partire per scoprire ciò che aveva intorno. Senza pensare ai mille pericoli che avrebbe incontrato, senza avere idea di quali sfide avrebbe dovuto affrontare, ma con il cuore pieno di curiosità, passione, ingegno e tanto coraggio. Questa specie siamo noi umani (lo so, non è esattamente il colpo di scena del secolo!)...
Cosi Adrian Fartade ci introduce il suo primo libro, nel quale parlera` della storia dell'esplorazione della Terra prima e di una parte del Sistema Solare poi. 4 pianeti, 3 lune, una stella, Guerra Fredda, corsa alla Luna e sfighe cosmiche sono i protagonisti di questo libro. Un esordio per chi, come Adrian, e` abituato a fare ottima divulgazione scientifica, ma su un canale Youtube.”



Per chi non lo conoscesse, Adrian Fartade e` un ragazzo (sono sua coetanea e siamo ancora ragazzi, ok?) che si occupa di divulgazione scientifica, nello specifico astronomia in giro per l'Italia e su Youtube (link4universe e` il suo canale). Sebbene parli di argomenti abbastanza ostici, che vanno dalle basi dell'astronomia alla descrizione delle ultimissime missioni spaziali, Adrian ha un linguaggio molto semplice, frizzante, e in questo modo riesce a spiegarti praticamente di tutto! Io ammetto di capire l'80% di quello che dice (anche perche` parla velocissimo) ma ascoltarlo e` sempre un piacere.

Detto questo, passiamo al suo primo libro. In questo volume e` partito dalle fondamenta. Ossia, dove ci ha portato la curiosita` umana? Fin dall'inizio della sua storia, infatti, l'uomo si e` sempre spinto oltre i confini. Prima in un altro continente, poi sottoterra, alzando anche gli occhi al cielo ogni tanto; e questo ha inevitabilmente portato a farci domande sulla Luna, sul Sole e sugli altri pianeti. La botta finale l'abbiamo pero` data il secolo scorso. Decenni interi di missioni spaziali che si sono spinte sempre piu` in la` e che da allora non si sono mai fermate! Dopo la Terra Adrian ci parla delle esplorazioni lunari, di Venere, Mercurio, del Sole e di Marte. Il tutto condito dalle sfide tra USA e URSS, un pieno di successi ma anche tantissimi fallimenti! Forse, infatti, siamo portati a pensare che l'uomo vuole andare nello spazio, costruisce la navetta, la lancia e finisce li. In realta` per una missione che va a gonfie vele ce ne sono una quindicina che vanno decisamente male.
Diciamolo, sono argomenti che solitamente entusiasmerebbero ben poche persone, lo so. Eppure anche solo dalle parole scritte emerge tutto l'entusiasmo che questo ragazzo prova per questo argomento e soprattutto l'entusiasmo non solo lo percepiamo ma ce ne facciamo contagiare! In piu`, esattamente come in un suo video, anche qui utilizza un linguaggio semplice, con esempi simpatici e “terra-terra” che pero` fanno capire subito il concetto. E tante, tante battute e freddure (io adoro le freddure) che mi hanno fatto sghignazzare perfino nella sala d'aspetto di un pronto soccorso…

Ma quello che mi e` piaciuto di piu`, oltre agli argomenti interessanti, e` il modo in cui l'umanita` e` rappresentata. Siamo abituati tutti i giorni a vedere il peggio dell'essere umano e ci dimentichiamo di quanto possiamo essere fieri di noi stessi. Le persone nominate in questo libro erano e sono dei piccoli geni, ok, pero` io ne ho ricavato un grande insegnamento. Non importa quanto la sfida o l'ostacolo che abbiamo davanti sembri impossibile da sormontare. Una soluzione c'e` sempre. Abbiamo fallito? Non importa, riproviamoci anche 20 volte se serve, imparando dagli errori, e prima o poi andra` bene. Sembrano frasi fatte ma questo e` quello che viene fuori dalle storie vere di queste persone e delle loro missioni. Per me e` stata proprio una botta di ottimismo.

Io consiglio a tutti di leggere questo libro. Agli appassionati ma anche a chi di queste cose normalmente non gliene frega niente. Mi rivolgo anche a chi, quando al tg parlano di qualche nuova scoperta o di qualche missione spaziale, dice (o scrive) stizzito “ma a noi cosa ce ne frega?!?!?! I problemi sono altri!1!1!! Perche` non li danno a me quei soldi?!?!” e potrei continuare… A tutte queste persone che non hanno idea, purtroppo, di quanto queste scoperte e questi soldi investiti (non buttatti!!) nella ricerca servano a tutti, nella vita di tutti i giorni. Anche a loro, per poter scrivere in questo momento su un social quanto non sia importante lo studio di un pianeta, o di una cometa, o quello che volete! Perche` se volete esempi pratici di come questi studi ci hanno miglirato la vita, ce ne sono a vagonate.
Inoltre, appello agli insegnanti di scienze la fuori: io un pensierino su questo libro in classe ce lo farei...per tutti i motivi di cui sopra. Che dite?

Voto 4.5/5! <3

domenica 22 aprile 2018

"L'ombra di Edgar" di Matthew Pearl - Cosa ne penso?


“E` l'8 Ottobre 1849 a Baltimora, quando il giovane avvocato Quentin Hobson Clark si ritrova a passare per caso davanti al cimitero della citta` dove si sta svolgendo un funerale molto triste e frettoloso. Questa scena mette molta inquietudine a Quentin e questa inquietudine peggiorera` quando scoprira` che il funerale a cui ha assistito era quello del suo beniamino, lo scrittore Edgar Allan Poe. Poe era infatti stato trovato in un hotel in pessimo stato il 3 Ottobre ed era morto quattro giorni dopo completamente solo, in preda al delirio. Da quel momento in poi Quentin si ritrovera` quasi ossessionato dall'idea di scoprire cosa e` accaduto a Poe. I giornali hanno infatti iniziato una campagna diffamatoria nei confronti dello scrittore e quindi Quentin decide di indagare per riabilitarlo, anche a costo di mettere a repentaglio la sua carriera, la sua reputazione e la sua stessa vita.”




Dopo aver letto Le avventure di Gordon Pym avevo ancora voglia di sentire un legame con Edgar ma non avevo niente di nuovo (passatemi il termine) scritto da lui da leggere. Mi sono poi ricordata di avere questo romanzo scritto dall'americano Matthew Pearl, divenuto celebre con un altro thriller storico, Il circolo Dante. Avevo gia` letto questo libro una decina di anni fa; ricordavo che l'avevo trovato carino ma allora ancora non avevo letto niente di Poe. Questa volta, invece, ho letto il libro conoscendo lo scrittore, la sua vita, le sue opere e la sua morte. Ho letto il libro da fan di Edgar.
E questa volta mi ha conquistata!

Il libro appartiene al genere thriller/giallo; su Instagram l'ho definito “rocambolesco” perche` non si fa in tempo a girare pagina che subito succede qualcosa di nuovo, una situazione o un personaggio non sono mai quello che sembrano, e` pieno di colpi di scena, alcuni inaspettati, altri un po` meno. Per essere piu` precisa, la storia inizia con un solo enigma principale, la misteriosa morte di Poe, ed e` un pochino lento, soprattutto nella parte che si svolge a Parigi, quando Quentin prova a rintracciare il vero Dupin, l'unica persona con un intelligenza e una perspicacia tale da poter risolvere questo mistero. La storia infatti diventa davvero interessante solo nel momento in cui Quentin e Auguste Dupont tornano a Baltimora, seguiti dal “barone” Dupin e da sua moglie, la ladra Bonjour.
Da questo momento in poi avremo un mistero dietro l'altro, pedinamenti, minacce di morte, intrighi internazionali che si succedono senza sosta. Un libro molto dinamico, non c'e` dubbio :D

Quello che ho apprezzato di piu`, pero`, e` ovviamente il fatto che si parlasse di Poe, della sua persona e dei suoi scritti. Pearl ne parla a fondo, li analizza (e in qualche caso arriva a spoilerare, percio` se non avete letto niente di Poe, fate attenzione) e per un appassionato e` un vero piacere leggere tutto questo. Ma non e` solo questo che mi e` piaciuto. Fino alla fine del libro ho pensato che, a parte qualche personaggio e qualche avvenimento, il resto fosse solo frutto della fantasia dell'autore. Poi sono arrivata alla “Nota Storica”. In realta` e` vero il contrario. Quasi tutti i personaggi, a parte i nostri protagonisti, sono realmente esistiti, e quasi tutti i fatti, gli articoli di giornale dell'epoca, gli indizi e le teorie (compresa la citazione a E.S.T. Gray) sono vere.
Con il tempo sempre piu` studiosi si sono specializzati nella ricerca di ogni minima informazione utile a risolvere il mistero della morte di Poe e Pearl, in questo romanzo, li mette insieme tutti. Tutte le teorie piu` accreditate, i fatti accertati, anche quelli provati piu recentemente, sono stati tutti usati dallo scrittore per scriverci un thriller attorno. E tutto questo mi ha affascinata e rattristata. Con questo romanzo, quindi, saprete quasi tutto quello che e` successo a Poe in quei giorni, tutto quello che e` stato detto dai conoscenti, dai parenti, dalla stampa e dai nemici.
Ovviamente non e` possibile sapere tutto. I 5 giorni prima della morte di Poe, 5 giorni di vuoto in cui lo scrittore sembra essere scomparso dalla faccia della Terra, credo che resteranno un enigma ancora per tanto tempo, se non per sempre e cosi i dettagli sulla sua morte. Ci si va molto vicini, le teorie sono sempre piu` precise ma probabilmente non lo sapremo mai con certezza. Sicuramente solo Poe sapra` cosa voleva dire con le sue ultime parole. “Reynolds, Reynolds!”. A quelle non c'e` risposta.
Ma credo che quello che resta piu` impresso di questa vicenda non e` il mistero. Almeno per quanto mi riguarda, quello che mi ha affascinato e rattristato allo stesso tempo e sapere fino in fondo quanto Poe sia stato sfortunato non solo nella sua vita ma anche al momento della sua morte. E` morto solo, abbandonato da chi poteva aiutarlo e non l'ha fatto perche` lo credeva un ubriacone e ha sottovalutato la gravita` della situazione (sembra infatti che non fosse neanche ubriaco). E` stato sepolto davanti a 4 persone, in una tomba anonima, che per anni non ha avuto neanche una lapide ma solo erbaccia che la nascondeva e la seppelliva. Con il tempo a tutto questo si e` cercato di porvi rimedio… ma troppo tardi purtroppo. Rimane solo l'amarezza ma anche la gratitudine per l'enorme eredita` che ci ha lasciato. Sono di parte, lo so, ma non smettero` mai di cianciare del mio amore per lui <3

Smetto di delirare e arrivo alla conclusione. Consiglio questo libro? Assolutamente si, sia che vogliate leggere un bel thriller sia che vogliate scoprire qualcosina in piu` su Edgar. Voto 4/5!!






lunedì 16 aprile 2018

"Le avventure di Gordon Pym" di Edgar Allan Poe - Cosa ne penso?


“Gordon Pym e` un ragazzo con la passione per il mare e la vita da marinaio, che sogna di imbarcarsi. Non ha pero` il consenso dei genitori, e cosi` un giorno decide di imbarcarsi di nascosto sulla nave del padre del suo migliore amico. Da questo momento in poi Gordon vivra` una serie di avventure da incubo, un vero e proprio viaggio nel terrore. Gordon vivra` infatti naufragi, soffrira` la fame e la sete, vivra` l'incubo dei pirati, di navi fantasma, del cannibalismo e di sconosciuti popoli sanguinari. Non tutto l'orrore di cui parla Poe ha sempre un origine soprannaturale; a volte cio` di cui bisogna aver veramente paura e` la furia della natura e la violenza degli esseri umani.”



Nella sua carriera di scrittore e direttore di giornale, Edgar Allan Poe ha scritto quasi esclusivamente racconti e poesie. Non si era mai cimentato nella scrittura di un romanzo, fino a quando l'editore della Harper & Brothers non gli rifiuto` l'ennesimo racconto, dicendogli pero` che se avesse scritto un romanzo l'avrebbe pubblicato volentieri (thanks to Fabio Genovesi per la prefazione interessante!!). E dunque ecco Le avventure di Gordon Pym, l'unico romanzo scritto da Poe. Una prima volta che ebbe un successo strepitoso.

Per quanto riguarda questa misera lettrice, io gia` intuivo che forse non l'avrei apprezzato come meritava, perche` a me le storie di mare, di marinai e di naufragi non piacciono. Anzi, mi annoiano a morte, a chiunque appartenga la penna che le scrive. Ma sono o non sono ossessionata da Poe? Potevo mai accantonarlo? Che eresia! Come temevo, pero`, non mi e` piaciuto molto.

Oggettivamente parlando, e` scritto magnificamente. Poe e` stato il precursore di tanti generi e tante tecniche narrative; qui ne ha inventata un'altra, per esempio. Avete presente i film che oggi si sprecano, girati con la tecnica del “facciamo finta di aver ritrovato per caso un filmato girato da qualcuno che poi e` misteriosamente scomparso e la spacciamo per storia vera”? Quelli che sembrano girati da qualcuno con la tremarella e che fanno venire il mal di mare, per risultare piu` verosimili possibile? Ecco qui, in Le avventure di Gordon Pym abbiamo il precursore. Poe, infatti, per rendere il suo romanzo il piu` impressionante possibile, fa finta di aver incontrato veramente un certo Gordon Pym e di averlo convinto a mettere per iscritto la sua impressionante storia vissuta qualche anno prima. Un storia di sopravvivenza e di orrore che, se vissuta veramente, colpisce moltissimo. Ovviamente Poe fece centro!
Inoltre in questo romanzo Poe riesce a incutere disagio, orrore, senso di claustrofobia senza mai parlare una sola volta di qualche cosa di soprannaturale. Tutte le brutte e barbare avventure (che chiamerei piu` incubi) che Pym vive sono dovute alla crudelta` dell'uomo. L'uomo e` un animale e per il suo interesse non ci pensa due volte a far del male a un suo simile. Siamo con Pym durante i primi giorni in cui si nasconde ed e` convinto che il suo amico si sia dimenticato di lui e proviamo angoscia per questo, perche` abbiamo l'impressione di essere stati “sepolti vivi” con lui. Poi viviamo il naufragio e soprattutto tutto cio` che ne consegue: piu` di un mese alla deriva, senza cibo ne acqua..cosa mai potra` arrivare a fare un esser umano per sopravvivere? E quando poi finalmente incontrano una nave che li ripesca, anche in quel caso gli orrori non sono finiti e la salvezza e` ancora lontana. Non c'e` bisogno di infilare fantasmi in questa storia. La cattiveria delle persone e` gia` abbastanza!

Dicevo pero` che non mi e` piaciuto. La colpa pero` non e` di Poe, ma e` proprio questo genere di storie che a me non piacciono. Per circa meta` del libro, a parte i primi giorni di prigionia, non succede molto e il protagonista ci fa una dettagliata (issima issima) descrizione della vita per mare, con tutta una serie di termini marinareschi che servono solo a confondermi le idee. Per questo motivo ci ho messo giorni e giorni solo per arrivare a meta` libro. Dopo le cose si fanno piu` movimentate, ma comunque i racconti di naufragi per me sono un misto di noia e angoscia.
Comunque ripeto, e` solo gusto personale, l'autore o il libro non c'entrano.

Quindi, il mio voto per Le avventure di Gordon Pym e` 3/5, purtroppo non sono riuscita ad apprezzarlo. Ma in quanto Poe lo consiglio vivamente, soprattutto se non siete schizzinosi verso la vita di mare come me e vi piacciono questo genere di avventure!